Manerbio, 21 maggio 2012

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Cenni storici

Visitando il museo civico di Manerbio scopriamo che il suo territorio fu abitato fin dal neolitico (5000 a.C.). Il gruppo archeologico del paese ha rinvenuto reperti che risalgono anche all'Età del Bronzo, due insediamenti abitativi etruschi presso le cascine Madonna della Stella e Fornasetta risalenti al VII secolo A.C., oggetti in bronzo, una spada di ferro e pezzi del vasellame che veniva deposto nelle sepolture.
Documentano il transito dei Celti, invece, alcuni oggetti in argento perfettamente conservati e 4000 monete d'argento del II secolo A.C.

Iscrizioni dedicate alle divinità celtiche compaiono pure su alcuni reperti romani e questo documenta come il passaggio all'età romana fu caratterizzato dalla convivenza prima e dalla fusione, poi, delle due culture. 
Cinque ville romane sono emerse dagli scavi e sono stati trovati anche reperti ceramici, metallici, vitrei e una necropoli del I - III sec. d.C. Erano dieci i paesi della bassa, fra i quali Manerbio, a formare una Quadra guidata dalla giurisdizione di un Vicario Maggiore, che veniva nominato dal capoluogo. Il paese possedeva un castello che durante le lotte tra impero e papato subì l'assedio e la distruzione da parte di Enrico IV nel 1091 e di nuovo, a causa delle battaglie fra guelfi e ghibellini, nel 1271, dall'esercito di Carlo d'Angiò. La costruzione fu rimessa a nuovo durante la guerra fra Milano e Venezia e con essa fu potenziato anche il Castelletto di guardia del Mella. Manerbio da allora rimase sotto il dominio di Venezia sino alla fine del 1700. Il malcontento creato dagli Asburgo incrementò l'insorgere delle idee rivoluzionarie, già arrivate a Manerbio con l'eco delle insurrezioni Napoleoniche.
Le strutture di soccorso e ricovero che la fecero diventare punto di riferimento per le località vicine, cominciarono a sorgere attorno al 1859 quando, in occasione della battaglia di Solferino e San Martino, a Manerbio furono trasportati molti feriti.
Nel 1908 cominciò, invece, l'attività del lanificio Marzotto, la struttura industriale più grande della bassa Bresciana.
Fra i Manerbiesi illustri ricordiamo i due scultori Michele Boninsegna e Claudio Botta, rispettivamente del XIX e del XX secolo.
 
Qui a fianco è possibile consultare dei cenni storici di Manerbio e del suo territorio circostante.